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ULIS continua a frequentare la frontiera dell’innovazione ad alto tasso di…impatto! Dopo l’interessante seminario che abbiamo organizzato il mese scorso all’interno della splendida location del Castello di Bard (maggiori informazioni a questo link) ,si è svolto ieri, sempre nel profondo Nord, un altro appuntamento dedicato al tema dell’Impact Investing e dei social impact bond. All’interno di AlpSib, un progetto Interreg promosso dal Comune di Pordenone con diversi partner italiani e stranieri dell’arco alpino (Regione Val d’Aosta, Finpiemonte ecc ecc ) si è tenuto infatti al Circolo della Stampa di Torino il’AlpSib Forum 2018 per condividere le migliori esperienze in tema di finanza d’impatto (6 storie eccezionali di investimento in impatto sociale e sanitario italiane ed internazionali) e promuovere i risultati del progetto stesso. Il tutto alla presenza dei partner di progetto e di importanti stakeholder nazionali e internazionali, pubblici e privati.

L’occasione dell’AlpSib Forum  ha confermato, qualora ce ne fosse bisogno, il forte interesse che il tema dell’impatto sociale, della finanza d’impatto e dei modelli finanziari ibridi (che non si limitano cioè a considerare il valore finanziario di un investimento, ma attraverso metriche e indicatori dedicati, accendono i riflettori anche sul valore sociale e ambientale) suscitano presso decisori politici e istituzioni finanziarie. Un trend che troverà a breve un’ulteriore conferma nel bando FIS rivolto a Comuni Italiani capoluogo di Provincia per sostenere esperienze di innovazione sociale che possano, dopo un’adeguata fase di studio e prototipazione (3 anni), essere sostenuti da capitali privati.

Una condizione di contesto, diciamo così, che necessita per dispiegare appieno le sue potenzialità di essere sostenuta, promossa e socializzata sia sul fronte dell’offerta, (Banche, Fondi d’Investimento, Finanza Etica) attraverso un lavoro di dettaglio sugli strumenti che consentano una puntuale misurazione e valutazione d’impatto, sia, soprattutto, dal lato della domanda, promuovendo cioè questa opportunità presso cooperative e imprese sociali, i primi potenziali utilizzatori di queste ingenti risorse. Un percorso che non a caso si sposa con il senso e la ratio della Riforma del Terzo Settore, cioè con l’avvertita necessità di sostenere gli attori dell’economia sociale e solidale nella transizione verso forme di imprese sociali che costruiscano il proprio modello di sostenibilità attraverso il ricorso una pluralità di attività, sia sociali tout court che di mercato, e a una molteplicità di canali di finanziamento. AlpSib è, insomma, il primo passo di un lungo viaggio…